Il cuore in un libro

Le mie recensioni #23 “Il mistero di Oliver Ryan” di Liz Nugent edito da Neri Pozza

Adoro il genere noir, e trovo che la sua forza stia nello stile che gli autori utilizzano: non si dilungano troppo nella narrazione, ma arrivano dritti al punto senza fronzoli, senza perdersi in descrizioni superflue, creano un’atmosfera misteriosa, degna del miglior thriller, dove la suspense trova dimora dall’incipit all’epilogo, tenendo il lettore legato ad un filo sottilissimo, ma resistente, e non gli permettono di sciogliere il nodo fino all’ultima battuta, che rivela le sorti sconvolgenti dei personaggi.

Questo è ciò che Liz Nugent ha saputo fare, dando vita ad un personaggio incredibilmente calcolatore, un uomo dalla mente fredda e crudele, tanto da farmi rabbrividire.

Oliver Ryan è un uomo che non riesce ad essere fedele a nessuno, se non a sè stesso. La sua è stata un’infanzia tristissima, cresciuto in un orfanotrofio senza mai aver conosciuto la madre, ripudiato dal padre, spettatore involontario della nuova vita che lui si costruisce, solo da sempre.

Oggi è uno scrittore ricco e famoso di libri per bambini e più e più volte mi sono domandata come un uomo così amorale potesse riuscire nell’arduo compito di far gioire un bambino…poi capitolo dopo capitolo, le tessere del puzzle incastrandosi hanno cominciato a mostrarmi l’immagine chiara di ciò che è successo, e devo dire che l’autrice è riuscita nel suo intento, mi ha lasciata a bocca aperta.

Una sera all’apparenza tranquilla, sulla tavola manicaretti deliziosi preparati per cena, Oliver e sua moglie Alice consumano in silenzio il loro pasto. Un attimo dopo qualcosa va storto, una parola di troppo, una verità celata da un tempo incalcolabile, lui la colpisce, forte, e lei resta distesa sul pavimento della cucina, priva di sensi.

Il libro è suddiviso in capitoli, ognuno dedicato ad un personaggio che narra gli avvenimenti dal suo punto di vista, ottima idea dell’autrice che in questo modo ha creato un forte legame tra il lettore e tutte le figure presenti nel romanzo, rendendole reali ed è come camminare a piedi nudi sui carboni ardenti scoprire tutti i particolari della vita di Oliver e di coloro che hanno avuto la sfortuna di averlo accanto.

Gli studi e i mille lavori per poterli pagare, la tragica storia d’amore con Laura e l’estate passata a lavorare in un vigneto francese dove Oliver lascia un segno indelebile, e poi Alice, moglie e illustratrice dei suoi libri, non c’è che dire, questa è una storia che non si può non leggere tutta d’un fiato.

Complimenti a quest’autrice, per lo stile deciso e forte, la trama ben congeniata e i personaggi convincenti, ma anche perché ad un certo punto fa credere al lettore di aver svelato ogni cosa, ma maliziosamente ha conservato un’ultima cartuccia e nel finale, sbalordisce ancora.

Van Gogh – Scritto da Liz Nugent

Introduzione

Qui all’Irish Writers Centre, siamo sempre alla ricerca di nuovi modi per sostenere gli scrittori nel loro lavoro. Nel mio ruolo di direttore, ho sentito più volte che ci sono alcune cose a cui gli scrittori danno molto valore: i soldi, il tempo e lo spazio per scrivere. Naturalmente, il problema dei soldi non è limitato agli solo scrittori, ma quello del tempo/spazio è un problema che possiamo affrontare, e di conseguenza abbiamo ideato una borsa per un autore professionista.

Primo provvedimento nel suo genere per IWC, abbiamo chiamato il dispositivo con il nome del fondatore di IWC, Jack Harte, uno scrittore che merita pienamente un riconoscimento per il suo contributo alla letteratura irlandese. In collaborazione con il meraviglioso Centro Tyrone Guthrie abbiamo organizzato che la borsa di studio fosse assegnata a un scrittore per permettergli di trascorrere due settimane nell’idilliaco ritiro Monaghan per artisti, semplicemente per scrivere. http://tyroneguthrie.ie/home

Selezionata fra un numero impressionante di candidati, l’apprezzata destinataria della borsa è Liz Nugent, una stella nascente il cui primo romanzo Unravelling Oliver ha entusiasmato pubblico e critica con la sua sapiente caratterizzazione e riusciti colpi di scena. Anche un breve pezzo come la flash fiction Van Gogh è sufficiente per rivelare lo spirito incisivo di Liz e una facilità leggera nei dialoghi. Evocando la semplicità di espressione di Niccolò Ammaniti, il suo linguaggio pulito è molto adatto come romanzo di inizio per i lettori non nativi inglesi, e le sue storie affascineranno i lettori più esperti.

Non ho dubbi che il suo secondo romanzo, (provvisoriamente intitolato Liars) avrà ancora più successo del primo. Siamo entusiasti di presentare Liz a un pubblico italiano e vi incoraggiamo a vantarvi con i vostri amici di averla scoperta qui per primi.

Valerie Bistany
Direttore dell’Irish Writers Centre

Messaggio del Destinatario della Borsa inaugurale Jack Harte per la letteratura

Sono veramente onorata e felice di aver ricevuto la borsa di studio inaugurale Jack Harte dall’Irish Writers Centre in collaborazione con il Centro Tyrone Guthrie. Jack Harte è una leggenda nei circoli letterari irlandesi e probabilmente ha fatto per la scrittura irlandese più di chiunque altro.

Il premio consiste in due settimane di soggiorno presso il Centro Tyrone Guthrie in riva al lago ad Annghmakerrig in Co. Monaghan. Avrò una splendida stanza in una bella casa signorile in cui scrivere. Ho scritto lì la maggior parte del mio primo romanzo Unravelling Oliver/Il Mistero di Oliver Ryan. C’è qualcosa di magico in un luogo di tale tranquillità e bellezza, dove non devi preoccuparti per la montagna di bucato, la lista della spesa o quello che preparerai per la cena. L’unica regola in TGC è che tutti gli artisti devono riunirsi per la cena la sera. Mi sono fatta molti amici intorno a quel tavolo da pranzo e l’incoraggiamento che si può dare e ricevere non ha prezzo. L’atmosfera è sempre di benevola creatività. Sappiamo tutti quanto siamo privilegiati ad essere lì. E, naturalmente, il fantasma di Miss Warby, una ex residente, di cui si mormora, mi tiene all’erta. Immagino che lei disapproverebbe se non raggiungessi l’obiettivo che mi sono posta sul numero di parole da scrivere al giorno.

Ecco un breve pezzo di flash fiction che è appena stato incluso in una raccolta chiamata 100 words 100 books/100 parole 100 libri pubblicata dalla O’Brien Press e selezionato da the Book Show su RTE Radio 1, l’emittente nazionale irlandese:

Van Gogh

Ho i capelli rossi e un solo orecchio. Dall’infanzia, mi hanno soprannominato Van Gogh. Pensano che sia divertente.

A causa del mio orecchio mancante, sento solo la metà di quanto dicono. Ho deluso tutti per il fatto di non essere in grado di disegnare o di dipingere. Ci ho provato, quando ero più giovane, ma non ho avuto successo. Erano ancora più divertiti.

Nonostante la mia sordità, io canto. Mi dicono di non farlo. Mi dicono che è una sofferenza per le orecchie. Ma io insisto, senza preoccuparmene. E’ la mia vendetta.

Liz Nugent

731ab42fe34e0d0a8b92a5b43d220aa2Il 2014 è stato l’anno più incredibile per me. Il mio primo romanzo Unravelling Oliver è stato pubblicato da Penguin Ireland e sono stati venduti i diritti di traduzione in sette lingue (tra cui l’italiano -Il Mistero di Oliver Ryan). Il libro è salito al numero 1 nelle classifiche di vendita e poi è rimasto nella top ten per quasi quattro mesi. Il mese scorso, ha vinto la Ireland AM Crime Fiction Novel of the Year ai Bord Gais Energy Irish Book Awards e solo una settimana dopo, mi è stata offerta la borsa di studio Jack Harte. Quest’anno sono stata estremamente occupata a promuovere e far conoscere il mio primo libro, ma ora sono ansiosa di tornare a scrivere il mio secondo romanzo, che riguarderà l’eredità della colpa e dell’ossessione!

Liz Nugent ha scritto molto per la radio-televisione nel corso degli ultimi dieci anni: tra le sue opere tv-drammi in diretta, soap opera, radio drammi e serie di animazione per bambini. Unravelling Oliver è il suo primo romanzo. E ‘stato pubblicato da Penguin Ireland nel marzo 2014 ed è attualmente disponibile in italiano con il titolo Il Mistero di Oliver Ryan pubblicato da Neri Pozza. E ‘stato pubblicato anche in tedesco, e nel 2015 sarà disponibile in francese, greco, spagnolo, portoghese, ebraico e coreano. Attualmente sta lavorando al suo secondo romanzo, chiamato provvisoriamente Liars. Liz è rappresentata in Italia da Marianne Gunn O’Connor e Vicki Satlow.

Mangialibri

Mangialibri

Chi è veramente Oliver Ryan, in arte Vincert Dax? Uno famosissimo scrittore irlandese di storie per bambini oppure solamente un uomo violento, capace di picchiare sua moglie fin quasi a ucciderla? Bisogna partire dall’inizio, dall’infanzia difficile di Oliver, per comprendere certi suoi comportamenti: una padre assente e severissimo, una madre invisibile, l’intera adolescenza passata in un collegio. In cambio, un fascino da bel tenebroso. E poi, il fidanzamento con Laura, il viaggio in Francia per lavorare in un vitigno, il ritorno a Dublino e lì l’incredibile exploit come scrittore per bambini. La saga del Principe Scintilla e del suo servo Smorfia ottengono un successo che non sembra avere confini: Broadway, Hollywood, i racconti del giovane principe che vola sopra una sedia praticamente si scrivono e si vendono da soli. Questo il lato luminoso della vita di Oliver Ryan. Ma c’è da spiegare il suicidio di Laura, l’incendio del castello durante la vendemmia, il matrimonio un po’ strano con Alice e infine il terribile gesto violento di Oliver nei confronti di sua moglie..

Un thriller? Non ne sono sicuro, ma così pare sia stato etichettato in Irlanda, dove ha fatto scintille. Certo è che il romanzo della Nugent funziona alla grande, grazie anche alla sua particolare costruzione corale. A parlare sono infatti alcuni tra i principali protagonisti della storia. Oliver, Michael, fratello di Laura, Barney, amico di Oliver, Eugene, fratello di Alice e ragazzone con un quoziente intellettivo inferiore alla norma. L’inusuale meccanismo, tra salti temporali e di prospettiva, centellina la storia dello scrittore più famoso d’Irlanda, rivelandoci un poco alla volta fatti e misfatti di quest’uomo dall’indiscutibile fascino, al quale poche donne  sanno resistere, e dall’incredibile talento letterario. Dote che però nasconde un segreto che solo nelle ultimissime pagine ci verrà svelato.

Irlandando.it

Irlandando.it

Il mistero di Oliver Ryan è il titolo di un intenso thriller psicologico della scrittrice irlandese Liz Nugent.

Difficile rendere il titolo originale,Unravelling Oliver che in italiano significa “svelare un mistero”, ma rivelarlo dopo un lungo lavoro per districare le fila di qualcosa che è ingarbugliato.

Ed è proprio il lavoro che deve fare il lettore con la matassa della storia per riuscire a capire che cosa sia successo, perché il non più giovane Oliver Ryan, alias il famoso scrittore di libri per bambini Vincent Dax, abbia picchiato così selvaggiamente la moglie Alice da lasciarla in stato di coma perpetuo.

Oliver Ryan è un uomo sicuro di sé. Unisce, come dice Michael, suo amico sin dai tempi dell’università, «un’avvenenza poetica» a modi compiti e riservati.

Una combinazione irresistibile per le numerose fanciulle da lui sedotte in gioventù, quando se ne andava in giro come un divo del cinema coi suoi completi di lino e gli occhi scuri da bel tenebroso. Una combinazione irresistibile anche per tv e media dublinesi, che fanno a gara per averlo nei talk show e sulle pagine delle riviste patinate.

mistero-oliver-ryanOliver Ryan è, infatti, uno scrittore famoso, uno dei più noti autori irlandesi di libri per bambini. Come sovente accade agli uomini di successo, ha una compagna dolce e carina: Alice, che illustra magnificamente le sue opere, ma rifugge le luci della ribalta ed è così schiva che non vuole nemmeno rivelare che l’illustratrice dei volumi di Vincent Dax – il nom de plume di Oliver – è sua moglie.

Una sera di novembre del 2011, dopo una cenetta deliziosa a base di tajine di agnello, roulade con i lamponi e Sancerre, accade l’irreparabile. Nella casa della coppia, situata nell’elegante Pembroke Avenue, Oliver picchia così selvaggiamente Alice da ridurla in coma… un corpo inerte disteso per terra, la testa e il tronco curvi come un punto interrogativo.

La notizia fa subito il giro di tv e giornali. Com’è possibile che il carnefice dell’illustratrice sia proprio Vincent Dax? Lo scrittore venerato da un ampio pubblico per i suoi modi cortesi e per l’irresistibile fascino della sua persona? Possibile che sotto la maschera di marito esemplare e di celebre star della letteratura si celi in realtà uno psicopatico violento? Chi è davvero Oliver Ryan?

A queste e ad altre domande è chiamata a rispondere la cerchia degli amici più intimi e dei conoscenti della coppia: Michael, l’amico gay di gioventù; Moya, la logorroica e truccatissima attrice vicina di casa; Barney, l’ex fidanzato di Alice, «un perdente – secondo Oliver – salito sul ring con un avversario molto più pesante di lui»; e molti altri. Come in uno spietato interrogatorio, sotto gli occhi del lettore si dipanano i dettagli di una vita soltanto in apparenza esemplare.

A chiarire, tuttavia, il mistero di Oliver Ryan sarà soprattutto lui, lo scrittore, in una raggelante ricostruzione della propria esistenza. E soltanto alla fine, con un colpo di scena magistrale, il lettore verrà a capo della sua vera natura.

Con una scrittura potente, capace di costruire un personaggio memorabile nella sua disarmante amoralità, e di intrecciare una trama così verosimile da sembrare ispirata a un autentico caso di cronaca, Liz Nugent si segnala come il nuovo grande talento della scena letteraria noir.

WUZ – Il Cocial dei libri

WUZ – Il Cocial dei libri

La seconda volta che l’ho picchiata, non riuscivo più a smettere.
Mi dispiace, mi dispiace molto. Ho sempre mantenuto il controllo della mia vita, da quando avevo diciott’anni, e perderlo è stata una sconfitta.
Inutile dire che non mi è permesso andare a trovarla in ospedale. E’ una sciocchezza. Siamo nel febbraio del 2012, sono passati tre mesi. Nelle condizioni in cui versa, nemmeno si accorgerebbe della mia presenza.Clipboard

“Unravelling Oliver” è il titolo originale del thriller psicologicodell’irlandese Liz Nugent. Difficile rendere ‘unravelling’ in italiano, perché significa, sì, svelare un mistero, ma svelarlo dopo un lavoro per districare le fila di qualcosa che è ingarbugliato.
Dobbiamo proprio ‘dipanare’ la matassa della storia per riuscire a capire che cosa sia successo, perché il non più giovane Oliver Ryan, alias il famoso scrittore di libri per bambini Vincent Dax, abbia picchiato così selvaggiamente la moglie Alice da lasciarla in stato di coma perpetuo.

Diverse voci ci raccontano la storia, quella del presente e quella del passato- sono i fili di diversi colori che dobbiamo sciogliere e riavvolgere.
Incomincia Oliver che ammette la sua colpa, senza spiegare che cosa lo abbia fatto infuriare.
Non è un personaggio simpatico, Oliver. Affascinante, questo sì, lo dicono tutti. Di aspetto insolito per essere un irlandese, capelli e occhi scuri, carnagione leggermente olivastra. Prima di incontrare Alice – l’illustratrice dei suoi libri – appena terminata l’università aveva avuto una storia d’amore con Laura.

Nell’estate del 1973, insieme a Laura, a suo fratello Michael ed altri ragazzi, era andato a lavorare nel vigneto di un castello in Francia.
Un’esperienza bellissima terminata tragicamente, con l’incendio di un’ala del castello e la morte dell’anziano proprietario e del suo nipotino.
Ce ne parla Oliver, ce ne parla Michael (innamorato senza speranza di Oliver), ce ne parla Madame Véronique che ha perso il padre e il figlio nell’incendio. Altre fila da districare. Che cosa era successo quell’estate?
Oliver aveva rotto con Laura, Laura si era fermata in Francia e un anno più tardi, dopo essere tornata in Irlanda, si era suicidata.

Altri personaggi ancora salgono sul palcoscenico del libro, l’uomo che aveva sperato di sposare Alice prima che lei si innamorasse di Oliver, il fratello ritardato di Alice, l’amante con cui Oliver ha tradito Alice per quasi vent’anni, il fratellastro di Oliver. Oliver ha sempre saputo di avere un fratellastro e ne è sempre stato geloso: frequentavano la stessa scuola religiosa, Oliver come convittore interno, il fratellastro (del tutto ignaro della parentela) come esterno. Perché il padre di Oliver non ha mai voluto sapere nulla di lui? chi era sua madre? ‘Una donna di facili costumi’ come gli aveva detto il padre?

Il puzzle della personalità di Oliver va insieme pezzo per pezzo, capiamo tante cose, non ci riesce affatto più simpatico, non giustifichiamo quello che ha fatto, e la violenza usata nei confronti di Alice è solo l’atto finale di una serie di comportamenti malvagi, disonesti, criminali.
Forse non intenzionalmente criminali, ma il risultato – gravissimo – non cambia, mentre Oliver, con il suo spaventoso egotismo, supera tutto, si autogiustifica, si nasconde dietro i traumi (innegabili) della sua infanzia.
Forse solo l’ultima menzogna segna un punto a suo favore perché è detta, almeno in parte, per risparmiare qualcun altro e non se stesso.
Senza essere straordinario, con qualche tocco di esagerata casualità, Il mistero di Oliver Ryan è un libro che si legge di un fiato, veloce, trascinante e intrigante, con alcune appuntite frecciate alla Chiesa irlandese.

Recensione di Marilia Piccone

Contorni di Noir

Contorni di Noir

Oliver Ryan è un famoso scrittore di libri per bambini. Pubblica con il nome di Vincent Dax.

E’ un uomo affascinante, tenebroso, cortese. Ha sposato Alice, dolce e carina, illustratrice dei libri di suo marito.

Un sera Oliver picchia selvaggiamente Alice fino a ridurla in coma.

Cosa ha spinto Oliver ad un gesto così crudele e vigliacco? Perché un uomo che apparentemente ha tutto per essere felice si riduce allo stato di essere così infimo?

Oliver, Barney, Michael, Véronique, Stanley, Eugene, Moya, Philip.

Tutti i protagonisti che in un modo o in un altro hanno incrociato le loro vite con quella di Oliver, che sono rimasti impigliati nelle trame perfide messe a punto da Oliver, vittime di una mente malata che pur di dare una parvenza di vita normale e piacevole – a copertura dei segreti che porta dentro di sé – non si ferma davanti a niente e nessuno.

Tutti loro in ogni capitolo e attraverso un racconto corale narrano le vicende di ognuno.

Vicende raccontate in modo talmente coinvolgente da avermi tenuta letteralmente incollata alle pagine, perfettamente incastrate tra loro e che, capitolo dopo capitolo, portano sempre più alla luce del sole la vita oscura di Oliver fino ad arrivare a decifrare la motivazione di così tanta violenza.

Freddo, distaccato, traghettatore del male, figlio non voluto, non amato, un’infanzia difficile e dolorosa che porrà il suo marchio a vita su Oliver. Ma tutto questo non trova nella trama nessuna giustificazione per l’atto compiuto da Oliver nei confronti di Alice. Il racconto corale dei protagonisti, così magistralmente costruito, non giustifica, cerca di capire, ripercorre a ritroso il percorso di vita del protagonista ma non giustifica, non comprende. Si interroga e lascia che gli interrogativi scivolino nella mente e nel cuore del lettore.

L’unica protagonista a non avere diritto di parola, così come concesso alle altre figure, sarà Alice.

Alice è in coma in un letto d’ospedale e il suo silenzio è quello che sicuramente resta più impresso, quello che fa più rumore.

Alice, vittima più degli altri, che paga il suo essere dolce, carina, schiva, che preferisce l’ombra alle luci della ribalta così amate da Oliver. E forse per questo molla ancora più scatenante da parte di chi ha sofferto e patito il male e che non ha altro da offrire se non quella sofferenza e quel male moltiplicato all’estremo e che condurrà Alice allo stato di coma.

Un noir che mi ha profondamente colpita, per gli interrogativi che la trama insinua, per come la trama stessa è stata plasmata, per il racconto corale avvincente, per come i protagonisti vengono perfettamente descritti attraverso le loro vicende e le loro parole. Un mix che saprà coinvolgevi appieno.

Lettura consigliatissima!

E spero che “Il mistero di Oliver Ryan” non resti un’opera prima e che l’autrice prosegua il percorso da scrittrice.

Cecilia Dilorenzo

SoloLibri

SoloLibri

L’irlandese Liz Nugent ha scritto un noir calibrato, che non si limita alla psicologia dei personaggi, ma rende l’Irlanda una delle protagoniste del romanzo, tanta la sua penna spazia sui paesaggi, su Dublino, su convitti per orfanotrofi.

Oliver Ryan assomiglia moltissimo a Tom Ripley, amorale, ingegnoso, amante del bello e delle comodità: Liz Nugent legge e rilegge le opere di Patricia Highsmith e si nota.

Una donna viene ritrovata stesa in cucina, il suo nome è Alice, ha cinquantadue anni, è la moglie del grande scrittore ed è morta. L’ha uccisa il marito.

Liz Nugent scava nella storia tra gli amici, i parenti, finanche il fratello di Alice, Eugene, autistico, che Oliver non ha voluto in casa, con grandissimo dolore per la moglie.

I personaggi che raccontano di Oliver Ryan sono tanti: gli amici del collegio, Michael, l’amico gay di gioventù, Moya, la vicina di casa, Barney, l’ex fidanzato di Alice.

Neanche ci prova realmente Barney a tenersi Alice, completamente presa dallo scrittore, nome d’arte, Vincent Dax; non tiene il passo, il matrimonio con Ryan farà di Alice una donna stimata e famosa e pur dicendole che il nuovo fidanzato le nasconde segreti e bugie, Barney si fa da parte, anzi cerca di diventare amico di Ryan, cosa impossibile, giacché il nostro “eroe” ritiene Barney un fallito servitore di birre.
Nel tempo le lettere con Alice si fanno sporadiche, poi si sposa e con la nuova famiglia dimentica la ricca e famosa coppia.

Ryan è almeno fedele? Macché, tradisce la moglie in modo seriale, addirittura si fa un’amante di nome Moya, vicina di casa e migliore amica della moglie, una relazione che porta Moya, superati i cinquanta, ad accettare botox e silicone, pur di piacere allo scrittore di grido che la sta definitivamente lasciando.

Poi c’è un ricordo che accomuna quasi tutti, tranne Moya e pochi altri: quando erano ventenni vigorosi, gente ricca, assolutamente non avvezza ai lavori manuali, Ryan stava con la bellissima Laura, che lasciò senza fornire spiegazioni.

Laura gli aveva rivelato di essere incinta: questa notizia lo aveva reso pazzo di dolore, al punto da fornire una cifra consistente all’ex fidanzata, affinché non tenesse il bambino, ma… le cose erano andate diversamente?

Qual è la verità su Oliver Ryan? Qual è Il mistero di Oliver Ryan?
Il segreto di quest’uomo vi lascerà senza parole.

© Riproduzione riservata

Liberi di scrivere ~ Un intervista con Liz Nugent

Liberi di scrivere

Ciao Liz. Grazie per aver accettato questa mia intervista e benvenuta su Liberi di Scrivere. Raccontaci qualcosa di te. Chi è Liz Nugent? Punti di forza e di debolezza.

Sono essenzialmente una persona che odia stare da sola, così mi circondo di persone e se non c’è nessuno, faccio in modo di radunare gente che mi faccia compagnia. La mia forza è il mio senso dell’umorismo. Riesco a vedere sempre il lato positivo anche nelle situazioni più buie. La mia debolezza è la procrastinazione. Faccio sempre le cose all’ultimo minuto. Ad esempio, sto rispondendo a queste domande invece di scrivere il mio prossimo romanzo e il mio agente lo sta aspettando!

Raccontaci qualcosa del tuo background, dei tuoi studi, della tua infanzia.

Ho lasciato la scuola con brutti voti e non sono andata al college. Ero un pessimo studente nella maggior parte delle materie. L’unica cosa che volevo fare era leggere libri. Ero la quinta di sei figli. Quando avevo cinque anni, caddi giù dalle scale e ebbi un’ emorragia cerebrale che mi ha provocato una debolezza del mio lato destro. Zoppicavo e non potevo più scrivere con la mano destra. Mi ci sono voluti anni per adattarmi a scrivere con la mano sinistra e anche adesso uso solo la mano sinistra. I miei genitori si sono separati quando avevo sei anni e mia madre ha iniziato a lavorare a tempo pieno. Ero una bambina abbastanza solitaria.

Quando hai capito che volevi fare la scrittrice? Cosa ti ha fatto decidere di iniziare a scrivere narrativa?

Fin da piccola ho sempre scribacchiato piccole storie, ma non ho mai preso proprio la decisione di diventare una scrittrice. Dodici anni fa ho trovato un lavoro in una soap opera televisiva, e ho contribuito alla scrittura della storia. Poi ho scritto alcune storie per bambini per i miei nipoti che li avevo caratterizzati come personaggi, e mi è stato commissionato di scrivere una serie di animazione per bambini per l’emittente TG4. Ho scritto un radiodramma e alcune storie brevi, ma per molto tempo ho avuto la storia di Oliver nella mia testa e alla fine è stato naturale scriverla su carta.

Scrivi a tempo pieno? O dividi il tuo tempo tra la scrittura e un altro lavoro?

Mentre stavo scrivendo Il Mistero di Oliver Ryan lavoravo a tempo pieno per una soap opera televisiva, ma ho lasciato quel lavoro lo scorso anno per scrivere il secondo libro.

Quali sono le qualità tipiche di un buon scrittore?

Alzarsi presto, scrivere ogni giorno, stare lontano da internet, leggere un sacco di libri. Faccio solo una di queste cose!

Unravelling Oliverora pubblicato in Italia con il titolo Il mistero di Oliver Ryan, è il tuo primo romanzo. Un noir psicologico, molto oscuro, molto perturbante. Un ritratto di unCuore di tenebra. Qual è stato il punto di partenza nel processo di scrittura? Ti sei ispirata a eventi reali per creare la tua trama?

Il punto di partenza di questo libro è iniziato quando ho scritto la prima frase. Pensai che in un anno sarei riuscita a scriverlo. Figurati! E ho sempre trovato molto interessanti i personaggi maschili imperfetti. C’è stato davvero un affascinante caso di omicidio in Irlanda nel 1981, quando un uomo di ceto medio Malcolm Mac Arthur uccise due persone, un’ infermiera e un contadino, e quando alla fine fu catturato, fu trovato nascosto in casa del Procuratore Generale. Fu uno scandalo enorme. Ero solo una bambina, ma ne rimasi affascinata! John Banville ha scritto un libro eccellente sulla base di quel caso intitolato The Book of Evidence, così ho preso spunto dal caso reale e dal resoconto romanzato di John Banville. La mia storia è molto diversa, ma penso che Oliver sia un personaggio in un certo modo simile.

Quanto tempo è durato il processo di scrittura di UnravellingOliver?

Circa otto anni! Ho scritto il primo capitolo come un racconto ed è stato candidato per un premio. Un anno dopo ho scritto altri due capitoli, ma stavo lavorando a tempo pieno e avevo diverse commissioni di scrittura allo stesso tempo sia per la televisione che per la radio. Circa tre anni dopo sono tornata sulla storia e ho scritto ancora e poi durante le vacanze dal lavoro ho continuato fino a che non ho finito.

Il capitolo di apertura presenta i protagonisti: Oliver e sua moglie. Potresti dire al pubblico che cosa succede?

Nella prima pagina Oliver picchia la moglie per la prima volta. Parla di lei freddamente e senza passione, come se fosse una cosa e non una persona. E non spiega il perché di questo. Voglio che sia il lettore a girare le pagine per scoprire questo perché.

E’un romanzo corale. Molte voci si sovrappongono. Molti punti di vista. Puoi dirci qualcosa sulla trama di questo libro senza rivelare il finale?

Il libro ci parla di un personaggio profondamente danneggiato e di quali eventi l’hanno reso incapace di amare. Il romanzo inizia quando Oliver ormai a cinquant’anni picchia la moglie e la riduce in coma, e il suo carattere è rivelato gradualmente dalle persone che gli stanno attorno e da se stesso raccogliendo testimonianze che vanno indietro nel tempo, ai suoi giorni di scuola e all’estate del 1973, quando lui e la sua ragazza andarono a lavorare in un vigneto francese. Questo romanzo ruota intorno a un uomo emotivamente danneggiato che ricerca la sua famiglia, il suo senso di appartenenza e di identità. E ‘anche divertente in alcuni punti. Beh, penso di sì.

Parlaci dei vari protagonisti principali?

Oliver è emotivamente segnato da non avere avuto una madre, e nemmeno nessuna notizia di lei fino a molto tardi nel romanzo. Non ha relazioni familiari fino ai capitoli ambientati in Francia, ma il suo travolgente desiderio di fare parte di una famiglia, e tutto ciò che fa per ottenerla, a un certo punto si trasforma in tragedia e fa nascere in lui un trauma personale che non potrà mai superare. Da allora in poi egli è incapace di amare, una perdita che non è in grado di sentire. Spero di non avere mai incontrato nessuno come Oliver.
Barney è il mio personaggio preferito. Non è intelligente come gli altri personaggi, ma è il più intelligente emotivamente. Non è sicuro di sé e sacrifica la ragazza che ama perché pensa che lei meriti qualcuno migliore di lui. E sbaglia però.
Michael è un bravo ragazzo che all’inizio della storia è alle prese con la sua sessualità. In Francia è costretto a confrontarsi con essa, ma scopre un’ altra passione- quella per il cibo. Finalmente sereno in un rapporto gay, incontra la sfortuna lungo la strada, quando perde la sua bella sorella nelle più tragiche circostanze.

Progetti di film tratti dal tuo libro?

Credo che ci siano state alcune offerte, ma penso che ci siano un sacco di libri opzionati di cui poi il film non viene mai fatto. Ci crederò quando mi sarò seduta nel cinema alla prima.

Hai un agente letterario?

Sì, due! Il mio agente primario è Marianne Gunn O’ Connor e il mio agente per i diritti internazionali è Vicki Satlow, con base a Milano.

Che ne pensi dell’ epublishing?

Onestamente ne so molto poco. Non mi importa come la gente legge i libri, a patto che li leggano!

Leggi scrittori contemporanei? Chi sono i tuoi scrittori preferiti? Da chi ti sei sentita maggiormente influenzata?

Sì, ho letto un sacco! Ho amato molto Io non ho paura di Niccolò Ammaniti, La storia segreta di Donna Tartt, Profumo di Patrick Suskind, City of Bohane di Kevin Barry e tutto William Trevor.

Che cosa stai leggendo in questo momento?

The Playground di Julia Kelly, un racconto dolorosamente onesto di una madre single. Mi sta piacendo molto.

Ti piace fare tour letterari? Racconta ai nostri lettori italiani qualcosa di divertente accaduto durante questi incontri.

Sono sempre terribilmente nervosa prima di ogni evento e porto sempre con me una bottiglia di Rescue Remedy, ma di solito cinque minuti più tardi sono molto rilassata e ben in grado di parlare! Ho la fortuna che il libro sia piaciuto a persone di ogni età, mi è stato infatti chiesto di visitare gruppi di lettori di più di 60 anni e gruppi scolastici di adolescenti di età compresa tra 15 a 18 anni e mi piace molto incontrare i lettori. A volte mi dicono perché a loro non piacciono alcune parti del libro e io devo sorridere educatamente. Non esiste niente come un parere negativo!

Come possono mettersi in contatto con te i lettori?

Rispondo ad ogni e-mail e i lettori si possono mettere in contatto con me attraverso il mio sito web: http://liznugent.ie/about-liz/ o via Facebook: https://www.facebook.com/liz.nugent.399 o Twitter: https: / /twitter.com/lizzienugent

Verrai in Italia a presentare il tuo romanzo?

Sono stata in Italia due volte, una a Roma e una volta in Toscana. Che bel paese! E il cibo! Mi piacerebbe molto tornare, ma purtroppo, non so parlare italiano. Ancora!

Infine, per concludere, a cosa stai lavorando ora?

Sto lavorando al mio secondo romanzo. Tratterà di un senso di colpa ereditato e di un ragazzo obeso cresciuto nel 1980.

THRILLER MAGAZINE

THRILLER MAGAZINE

Con Il mistero di Oliver Ryan (Unravelling Oliver, 2014), romanzo d’esordio della sceneggiatrice irlandese Liz Nugent, la casa editrice Neri Pozza inaugura una nuova collana dedicata ai noir. La collana si chiama I neri di Neri Pozza.
In questo interessante noir l’autrice pone delle domande, quali: che cosa succede dietro le porte chiuse di ogni famiglia? Esiste un matrimonio perfetto? Possono i componenti di una coppia essere sempre rispettosi l’uno verso l’altro? e per quale motivo un uomo può colpire in maniera brutale la donna che ama?
Il protagonista Oliver Ryan è un autore di successo, vive a Dublino con la moglie, una vita all’apparenza normale con un matrimonio appagante.
Tutto questo cambia in una sola notte quando Oliver picchia così duramente la moglie che lei entra in coma. Ma cosa è accaduto per scatenare una tale rabbia da far superare a Oliver ogni limite di buon senso?
La notizia di questa violenza colpisce l’opinione pubblica e in particolare tutte le persone che conoscevano molto bene la coppia. L’autrice in ogni capitolo ci presenta una serie di personaggi e in ogni capitolo tesse un filo che si aggancia ai precedenti e tutti insieme fanno arrivare il lettore ad una certa conclusione e a un colpo di scena finale che darà una inaspettata risposta al lettore.

L’autrice

Liz Nugent è nata nel 1967 a Dublino. Ha scritto sceneggiature, soap-opera, serie tv per adulti e cartoni animati per bambini. È stata finalista al premio di racconti Francis McManus e il suo monologo radiofonico Appearences è stato scelto per rappresentare l’Irlanda al prestigioso New York Festivals.
Il mistero di Oliver Ryan, è il suo primo romanzo,

La quarta:

Oliver Ryan è un uomo sicuro di sé. Unisce, come dice Michael, suo amico sin dai tempi dell’università, un’avvenenza poetica a modi compiti e riservati. Una combinazione irresistibile per le numerose ragazze da lui sedotte in gioventù, quando se ne andava in giro come un divo del cinema coi suoi completi di lino e gli occhi scuri da bel tenebroso. Una combinazione irresistibile anche per tv e media dublinesi, che fanno a gara per averlo nei talk show e sulle pagine delle riviste patinate.
Oliver Ryan è, infatti, uno scrittore famoso, uno dei più noti autori irlandesi di libri per bambini. Come sovente accade agli uomini di successo, ha una compagna dolce e carina: Alice, che illustra magnificamente le sue opere, ma rifugge le luci della ribalta ed è così schiva da non voler nemmeno rivelare che l’illustratrice dei volumi di Vincent Dax — il nom de plume di Oliver — sia sua moglie.
Una sera di novembre del 2011, dopo una cenetta deliziosa a base di tajine di agnello, roulade con i lamponi e Sancerre, accade l’irreparabile. Nella casa della coppia, situata nell’elegante Pembroke Avenue, Oliver picchia così selvaggiamente Alice da ridurla in coma… un corpo inerte disteso per terra, la testa e il tronco curvi come un punto interrogativo.
La notizia fa subito il giro di tv e giornali. Com’è possibile che il carnefice dell’illustratrice sia proprio Vincent Dax? Lo scrittore venerato da un ampio pubblico per i suoi modi cortesi e per l’irresistibile fascino della sua persona? Possibile che sotto la maschera di marito esemplare e di celebre star della letteratura si celi in realtà uno psicopatico violento? Chi è davvero Oliver Ryan? A queste e ad altre domande è chiamata a rispondere la cerchia degli amici più intimi e dei conoscenti della coppia: Michael, l’amico gay di gioventù, Moya, la logorroica e truccatissima attrice vicina di casa, Barney, l’ex fidanzato di Alice, un perdente — secondo Oliver — salito sul ring con un avversario molto più pesante di lui, e molti altri.
Come in uno spietato interrogatorio, sotto gli occhi del lettore si dipanano i dettagli di una vita soltanto in apparenza esemplare. A chiarire, tuttavia, il mistero di Oliver Ryan sarà soprattutto lui, lo scrittore, in una raggelante ricostruzione della propria esistenza. E soltanto alla fine, con un colpo di scena magistrale, il lettore verrà a capo della sua vera natura. Con una scrittura potente, capace di costruire un personaggio memorabile nella sua disarmante amoralità, e di intrecciare una trama così verosimile da sembrare ispirata a un autentico caso di cronaca, Liz Nugent si segnala come il nuovo grande talento della scena letteraria noir.

Chicchi di pensieri

Chicchi di pensieri

Oliver Ryan è un uomo sicuro di sé.

Unisce, come dice Michael, suo amico sin dai tempi dell’università, “un’avvenenza poetica” a modi compiti e riservati.
Una combinazione irresistibile per le numerose ragazze da lui sedotte in gioventù, quando se ne andava in giro come un divo del cinema coi suoi completi di lino e gli occhi scuri da bel tenebroso.

Una combinazione irresistibile anche per tv e media dublinesi, che fanno a gara per averlo nei talk show e sulle pagine delle riviste patinate.
Oliver Ryan è, infatti, uno scrittore famoso, uno dei più noti autori irlandesi di libri per bambini.

Come sovente accade agli uomini di successo, ha una compagna dolce e carina: Alice, che illustra magnificamente le sue opere, ma rifugge le luci della ribalta ed è così schiva che non vuole nemmeno rivelare che l’illustratrice dei volumi di Vincent Dax – il nom de plume di Oliver – è sua moglie.

Una sera di novembre del 2011, dopo una cenetta deliziosa a base di tajine di agnello, roulade con i lamponi e Sancerre, accade l’irreparabile. Nella casa della coppia, situata nell’elegante Pembroke Avenue, Oliver picchia così selvaggiamente Alice da ridurla in coma… un corpo inerte disteso per terra, la testa e il tronco curvi come un punto interrogativo.
La notizia fa subito il giro di tv e giornali.

Com’è possibile che il carnefice dell’illustratrice sia proprio Vincent Dax?
Lo scrittore venerato da un ampio pubblico per i suoi modi cortesi e per l’irresistibile fascino della sua persona?