Il cuore in un libro

Le mie recensioni #23 “Il mistero di Oliver Ryan” di Liz Nugent edito da Neri Pozza

Adoro il genere noir, e trovo che la sua forza stia nello stile che gli autori utilizzano: non si dilungano troppo nella narrazione, ma arrivano dritti al punto senza fronzoli, senza perdersi in descrizioni superflue, creano un’atmosfera misteriosa, degna del miglior thriller, dove la suspense trova dimora dall’incipit all’epilogo, tenendo il lettore legato ad un filo sottilissimo, ma resistente, e non gli permettono di sciogliere il nodo fino all’ultima battuta, che rivela le sorti sconvolgenti dei personaggi.

Questo è ciò che Liz Nugent ha saputo fare, dando vita ad un personaggio incredibilmente calcolatore, un uomo dalla mente fredda e crudele, tanto da farmi rabbrividire.

Oliver Ryan è un uomo che non riesce ad essere fedele a nessuno, se non a sè stesso. La sua è stata un’infanzia tristissima, cresciuto in un orfanotrofio senza mai aver conosciuto la madre, ripudiato dal padre, spettatore involontario della nuova vita che lui si costruisce, solo da sempre.

Oggi è uno scrittore ricco e famoso di libri per bambini e più e più volte mi sono domandata come un uomo così amorale potesse riuscire nell’arduo compito di far gioire un bambino…poi capitolo dopo capitolo, le tessere del puzzle incastrandosi hanno cominciato a mostrarmi l’immagine chiara di ciò che è successo, e devo dire che l’autrice è riuscita nel suo intento, mi ha lasciata a bocca aperta.

Una sera all’apparenza tranquilla, sulla tavola manicaretti deliziosi preparati per cena, Oliver e sua moglie Alice consumano in silenzio il loro pasto. Un attimo dopo qualcosa va storto, una parola di troppo, una verità celata da un tempo incalcolabile, lui la colpisce, forte, e lei resta distesa sul pavimento della cucina, priva di sensi.

Il libro è suddiviso in capitoli, ognuno dedicato ad un personaggio che narra gli avvenimenti dal suo punto di vista, ottima idea dell’autrice che in questo modo ha creato un forte legame tra il lettore e tutte le figure presenti nel romanzo, rendendole reali ed è come camminare a piedi nudi sui carboni ardenti scoprire tutti i particolari della vita di Oliver e di coloro che hanno avuto la sfortuna di averlo accanto.

Gli studi e i mille lavori per poterli pagare, la tragica storia d’amore con Laura e l’estate passata a lavorare in un vigneto francese dove Oliver lascia un segno indelebile, e poi Alice, moglie e illustratrice dei suoi libri, non c’è che dire, questa è una storia che non si può non leggere tutta d’un fiato.

Complimenti a quest’autrice, per lo stile deciso e forte, la trama ben congeniata e i personaggi convincenti, ma anche perché ad un certo punto fa credere al lettore di aver svelato ogni cosa, ma maliziosamente ha conservato un’ultima cartuccia e nel finale, sbalordisce ancora.