Liberi di scrivere ~ Un intervista con Liz Nugent

Liberi di scrivere

Ciao Liz. Grazie per aver accettato questa mia intervista e benvenuta su Liberi di Scrivere. Raccontaci qualcosa di te. Chi è Liz Nugent? Punti di forza e di debolezza.

Sono essenzialmente una persona che odia stare da sola, così mi circondo di persone e se non c’è nessuno, faccio in modo di radunare gente che mi faccia compagnia. La mia forza è il mio senso dell’umorismo. Riesco a vedere sempre il lato positivo anche nelle situazioni più buie. La mia debolezza è la procrastinazione. Faccio sempre le cose all’ultimo minuto. Ad esempio, sto rispondendo a queste domande invece di scrivere il mio prossimo romanzo e il mio agente lo sta aspettando!

Raccontaci qualcosa del tuo background, dei tuoi studi, della tua infanzia.

Ho lasciato la scuola con brutti voti e non sono andata al college. Ero un pessimo studente nella maggior parte delle materie. L’unica cosa che volevo fare era leggere libri. Ero la quinta di sei figli. Quando avevo cinque anni, caddi giù dalle scale e ebbi un’ emorragia cerebrale che mi ha provocato una debolezza del mio lato destro. Zoppicavo e non potevo più scrivere con la mano destra. Mi ci sono voluti anni per adattarmi a scrivere con la mano sinistra e anche adesso uso solo la mano sinistra. I miei genitori si sono separati quando avevo sei anni e mia madre ha iniziato a lavorare a tempo pieno. Ero una bambina abbastanza solitaria.

Quando hai capito che volevi fare la scrittrice? Cosa ti ha fatto decidere di iniziare a scrivere narrativa?

Fin da piccola ho sempre scribacchiato piccole storie, ma non ho mai preso proprio la decisione di diventare una scrittrice. Dodici anni fa ho trovato un lavoro in una soap opera televisiva, e ho contribuito alla scrittura della storia. Poi ho scritto alcune storie per bambini per i miei nipoti che li avevo caratterizzati come personaggi, e mi è stato commissionato di scrivere una serie di animazione per bambini per l’emittente TG4. Ho scritto un radiodramma e alcune storie brevi, ma per molto tempo ho avuto la storia di Oliver nella mia testa e alla fine è stato naturale scriverla su carta.

Scrivi a tempo pieno? O dividi il tuo tempo tra la scrittura e un altro lavoro?

Mentre stavo scrivendo Il Mistero di Oliver Ryan lavoravo a tempo pieno per una soap opera televisiva, ma ho lasciato quel lavoro lo scorso anno per scrivere il secondo libro.

Quali sono le qualità tipiche di un buon scrittore?

Alzarsi presto, scrivere ogni giorno, stare lontano da internet, leggere un sacco di libri. Faccio solo una di queste cose!

Unravelling Oliverora pubblicato in Italia con il titolo Il mistero di Oliver Ryan, è il tuo primo romanzo. Un noir psicologico, molto oscuro, molto perturbante. Un ritratto di unCuore di tenebra. Qual è stato il punto di partenza nel processo di scrittura? Ti sei ispirata a eventi reali per creare la tua trama?

Il punto di partenza di questo libro è iniziato quando ho scritto la prima frase. Pensai che in un anno sarei riuscita a scriverlo. Figurati! E ho sempre trovato molto interessanti i personaggi maschili imperfetti. C’è stato davvero un affascinante caso di omicidio in Irlanda nel 1981, quando un uomo di ceto medio Malcolm Mac Arthur uccise due persone, un’ infermiera e un contadino, e quando alla fine fu catturato, fu trovato nascosto in casa del Procuratore Generale. Fu uno scandalo enorme. Ero solo una bambina, ma ne rimasi affascinata! John Banville ha scritto un libro eccellente sulla base di quel caso intitolato The Book of Evidence, così ho preso spunto dal caso reale e dal resoconto romanzato di John Banville. La mia storia è molto diversa, ma penso che Oliver sia un personaggio in un certo modo simile.

Quanto tempo è durato il processo di scrittura di UnravellingOliver?

Circa otto anni! Ho scritto il primo capitolo come un racconto ed è stato candidato per un premio. Un anno dopo ho scritto altri due capitoli, ma stavo lavorando a tempo pieno e avevo diverse commissioni di scrittura allo stesso tempo sia per la televisione che per la radio. Circa tre anni dopo sono tornata sulla storia e ho scritto ancora e poi durante le vacanze dal lavoro ho continuato fino a che non ho finito.

Il capitolo di apertura presenta i protagonisti: Oliver e sua moglie. Potresti dire al pubblico che cosa succede?

Nella prima pagina Oliver picchia la moglie per la prima volta. Parla di lei freddamente e senza passione, come se fosse una cosa e non una persona. E non spiega il perché di questo. Voglio che sia il lettore a girare le pagine per scoprire questo perché.

E’un romanzo corale. Molte voci si sovrappongono. Molti punti di vista. Puoi dirci qualcosa sulla trama di questo libro senza rivelare il finale?

Il libro ci parla di un personaggio profondamente danneggiato e di quali eventi l’hanno reso incapace di amare. Il romanzo inizia quando Oliver ormai a cinquant’anni picchia la moglie e la riduce in coma, e il suo carattere è rivelato gradualmente dalle persone che gli stanno attorno e da se stesso raccogliendo testimonianze che vanno indietro nel tempo, ai suoi giorni di scuola e all’estate del 1973, quando lui e la sua ragazza andarono a lavorare in un vigneto francese. Questo romanzo ruota intorno a un uomo emotivamente danneggiato che ricerca la sua famiglia, il suo senso di appartenenza e di identità. E ‘anche divertente in alcuni punti. Beh, penso di sì.

Parlaci dei vari protagonisti principali?

Oliver è emotivamente segnato da non avere avuto una madre, e nemmeno nessuna notizia di lei fino a molto tardi nel romanzo. Non ha relazioni familiari fino ai capitoli ambientati in Francia, ma il suo travolgente desiderio di fare parte di una famiglia, e tutto ciò che fa per ottenerla, a un certo punto si trasforma in tragedia e fa nascere in lui un trauma personale che non potrà mai superare. Da allora in poi egli è incapace di amare, una perdita che non è in grado di sentire. Spero di non avere mai incontrato nessuno come Oliver.
Barney è il mio personaggio preferito. Non è intelligente come gli altri personaggi, ma è il più intelligente emotivamente. Non è sicuro di sé e sacrifica la ragazza che ama perché pensa che lei meriti qualcuno migliore di lui. E sbaglia però.
Michael è un bravo ragazzo che all’inizio della storia è alle prese con la sua sessualità. In Francia è costretto a confrontarsi con essa, ma scopre un’ altra passione- quella per il cibo. Finalmente sereno in un rapporto gay, incontra la sfortuna lungo la strada, quando perde la sua bella sorella nelle più tragiche circostanze.

Progetti di film tratti dal tuo libro?

Credo che ci siano state alcune offerte, ma penso che ci siano un sacco di libri opzionati di cui poi il film non viene mai fatto. Ci crederò quando mi sarò seduta nel cinema alla prima.

Hai un agente letterario?

Sì, due! Il mio agente primario è Marianne Gunn O’ Connor e il mio agente per i diritti internazionali è Vicki Satlow, con base a Milano.

Che ne pensi dell’ epublishing?

Onestamente ne so molto poco. Non mi importa come la gente legge i libri, a patto che li leggano!

Leggi scrittori contemporanei? Chi sono i tuoi scrittori preferiti? Da chi ti sei sentita maggiormente influenzata?

Sì, ho letto un sacco! Ho amato molto Io non ho paura di Niccolò Ammaniti, La storia segreta di Donna Tartt, Profumo di Patrick Suskind, City of Bohane di Kevin Barry e tutto William Trevor.

Che cosa stai leggendo in questo momento?

The Playground di Julia Kelly, un racconto dolorosamente onesto di una madre single. Mi sta piacendo molto.

Ti piace fare tour letterari? Racconta ai nostri lettori italiani qualcosa di divertente accaduto durante questi incontri.

Sono sempre terribilmente nervosa prima di ogni evento e porto sempre con me una bottiglia di Rescue Remedy, ma di solito cinque minuti più tardi sono molto rilassata e ben in grado di parlare! Ho la fortuna che il libro sia piaciuto a persone di ogni età, mi è stato infatti chiesto di visitare gruppi di lettori di più di 60 anni e gruppi scolastici di adolescenti di età compresa tra 15 a 18 anni e mi piace molto incontrare i lettori. A volte mi dicono perché a loro non piacciono alcune parti del libro e io devo sorridere educatamente. Non esiste niente come un parere negativo!

Come possono mettersi in contatto con te i lettori?

Rispondo ad ogni e-mail e i lettori si possono mettere in contatto con me attraverso il mio sito web: http://liznugent.ie/about-liz/ o via Facebook: https://www.facebook.com/liz.nugent.399 o Twitter: https: / /twitter.com/lizzienugent

Verrai in Italia a presentare il tuo romanzo?

Sono stata in Italia due volte, una a Roma e una volta in Toscana. Che bel paese! E il cibo! Mi piacerebbe molto tornare, ma purtroppo, non so parlare italiano. Ancora!

Infine, per concludere, a cosa stai lavorando ora?

Sto lavorando al mio secondo romanzo. Tratterà di un senso di colpa ereditato e di un ragazzo obeso cresciuto nel 1980.